Rumsfeld and Saddam
non c'e' nulla di piu' importante...
Sia al TG5 che sul TG1 oggi e' stato dedicato un servizio all'omicidio (vecchio di dieci anni!) di una ragazzina statunitense bianca. Negli stati uniti questa e' stata un tormentone mediatico (razzista: quanti giovani di colore muoiono di morte violenta ogni mese?) altrettanto osceno, visto cosa succede nel resto del mondo.
Ma ancora piu' ridicolo e' il fatto che se ne parli in italia. In tutto il mondo non e' avvenuto nulla di piu' importante? Mi viene da pensare che al TG5 e al TG! decidano che cosa sia degno di andare in onda facendosi influenzare da un redattore che guarda troppo la CNN (o magari la FOX News, canale del regime repubblicano).
george bush. war criminal
razzismi di segno diverso
La spregevole reazione allo spregevole testo dell'UCOII continua, stavolta assumendo toni paradossali.
In una pagina della Nazione in cui compare un quadretto in cui si annuncia che "Forza Italia da dei razzisti all'UCOII" per il loro accomunamento delle pratiche di Israele a quelle della Germania Nazista, capeggia anche una bella immagine di Hezbollah. Come dire: l'UCOII (e quindi, per estensione, tutti i mussulmani italiani) e Hezbollah sono la stessa cosa. E sotto, per rincarare la dose, Vittorio Feltri, editore capo di un giornale vicino a Forza Italia, dice che "i mussulmani moderati non esistono." E quindi tutti i mussulmani, da Tariq Ramadan all'Indonesia, dall'India alla Cina, dal Marocco a Malcolm X, sono tutti uguali, tutti antisemiti, e quindi tutti bersaglio legittimo.
Insomma, siccome alcuni esaltati pubblicano un articolo da cui molti si sono gia' dissociati (ma Feltri 'se ne frega') chi ci deve rimettere sono le donne mussulmane sotto casa mia.
Perfetto. Direi che si tratta di un bell'esempio di rispondere al razzismo con la tolleranza.
israele, hezbollah, e italia
Oggi la Nazione ha pubblicato un commento di Emanuele Ottolenghi (che negli stati uniti pubblica articoli sul settimnale dell'ultra destra National Review), il Direttore del Transatlantic Institute di Bruxelles, una estensione del lavoro internazionale dell'American Jewish Committee, un ente che in politica estera sostiene le politiche espansioniste e guerrafondaie dei vari governi di israele, a scapito dei cittadini e con dolore dei pacifisti israeliani. Il Transatlantic Institute si pone come obbiettivo di rafforzare i legami tra l'Unione Europea, gli Stati Uniti, e Israele.
Il titolo del suo articolo, nel quale fulmina contro un 'affronto alla verita' storica' e condanna l'uso 'spregiudicato della storia a fini propagandistici' e': Quel Paragone violenta la storia. E' Hezbollah che pensa come Hitler. Quindi dichiara chiaramente che lui non ha intenzione di usare la storia a fini propagandistici.
Prima di proseguire sarebbe il caso che dicessi due parole su questo articolo dell'UCOII in cui paragonano le stragi di Israele a quelle Naziste. E' in primo luogo una idea ripugnante, un paragone del carnefice con la vittima. In secondo luogo, ho controllato (su wikipedia), e ci sono effettivamente alcune informazioni incorrette. In terzo luogo, mi sembra la mossa di un gruppo di gerarchi di una organizzazione che cosi' facendo espongono persone comuni (come le donne mussulmane che vivono adesso nel mio quartiere) a rappresaglie razziste - come se i razzisti avessero bisogno di altre scuse per maltrattare i mussulmani.
Va pero' detto che, per quante siano le caratteristiche francamente disgustose di questo articolo, era ovvio e pervedibile che sarebbe stato usato dagli apologeti delle scelte politiche di Israele - per minimizzare e offuscare i crimini di guerra effettivamente commessi (con il pieno sostegno degli Stati Uniti).
Torniamo a quel paragone di verita' storica oggettiva che e' l'articolo di Ottolenghi. Ci sono palesi menzogne ("Israele cerca di ridurre al minimo il danno ai civili", come dimostrato dall'uso di bombe a frammentazione, e la punizione collettiva ampiamente praticata nei Territori Occupati) omissioni (anche le IDF usano i civili come scudi umani) e le mezze verita' (il numero di vittime a Sabra e Shatila e' oggetto di dibattito, e per esempio anche la BBC riconosce che ci furono possibilmente 'migliaia' di vittime).
E poi non potevano mancare le accuse infondate che Ahmadinejad 'minaccia un nuovo Olocausto' contro Israele. Asserzioni di questo tipo non necessitano di alcun tipo di prova, apparentemente. Semplicemente diventano 'senso comune', e una analisi accurata di quanto detto effettivamente da Ahmadinejad (per non parlare del fatto che l'Iran e' completamente incapace di vincere una guerra contro il quarto esercito piu' potente del mondo, con duecento testate nucleari, e alleato degli Stati Uniti), diventano irrilevanti.
Dove voglio arrivare? A dire che per condannare l'articolo dell'UCOII non occorre distorcere a nostra volta la realta', fare l'apologia del governo di Israele, aumentare il senso di ostilita' verso le persone mussulmane, e preparare una giustificazione retorica di una invasione dell'Iran, o comunque dell'estensione dell'assalto alla gente del Medio Oriente.
Democracy at work
Israeli reservists, back from the front in Lebanon, are protesting the way the war was fought. it seems as though they are not protesting the legitimacy of the war, but the way it was fought, the shifting rationales for it, and the fact that they were used by their leaders as cannon fodder to advance a political agenda. certainly a legitimate concern.
ICC
i just saw a newspiece on CNN (the international version - an international business segment) about a possible role for the ICC in the israeli - Lebanese conflict. The Israeli ambassador flatly denied that Israel specifically targeted civilians, which is probably, very literally speking, true. i doubt if they actively seek out civilians to kill. but, like hezbollah but on a much grander scale (allowed to them by generous US support) they shoot with callous and obvious disregard for civilians. the attacks are, in short, indiscriminate, and grave breaches of the Geneva conventions. It was certainly nteresting to see the segment on CNN. i wonder whether the US version played it, or whether they were all concerned about someone who may or may not have killed a little girl ten years ago.
Of course, this is somewhat of a sdeshow: israel invaded lebanon, in the supreme international crime of aggression, which "contains in it the accumulated evil f the whole."Hezbollah, did not invade israel.
illegalita', islam, e mafia
Il presidente dei deputati dell'UDC scrive un editoriale sulla Nazione, fulminando sul fatto che lo stato (in particolare il governo di sinistra) "si interessa molto piu' dei mussulmani feriti che dei cristiani sgozzati per il mondo" (un'idea ridicola: e dove vengono sgozzati cristiani in numeri remotamente simili alla carneficina in Iraq?) e poi "chiude gli occhi" quando i mussulmani violano la legge.
Ha una sfrontatezza notevole questo signore a parlare di illegalita' un signore che ha sostenuto il governo di Berlusconi, che ha tentato (con rimarchevole e tremendo successo) di smantellare il sistema giuridico per aggiustarsi i processi, e che se non e' proprio mafioso ai mafiosi ha fatto parecchi favori.
E non mi pare che lo stato abbia 'chiuso gli occhi': il mussulmano che ha ammazzato la figlia e' in carcere inseme ai complici, in attesa di processo. E Toto' Cuffaro, invece (il presidente mafioso della regione sicilia )? e' sempre al suo posto, come Andreotti del resto.
Ci sarebbe poi da estendere il discorso in riguardo al pregiudizio e all'ignoranza dimostrati da questo figurino. Per ora mi limito a suggerire una lettura di Edward Said.
Segue la lettera alla redazione:
l'On. Volonte' ha un messaggio chiaro: in italia occorre 'reintegrare nel territorio quelle enclaves' dove lo stato 'chiude entrambi gli occhi' su chi 'se ne infischia delle leggi italiane.' Sono d'accordo: occorre ripristinare la legalita' in Sicilia, e rinnegare ad esempio i commenti di chi dice che con la mafia occorre convivere, e in particolar modo occorre che lo stato (ovvero i nostri politici) faccia un bell'esame di coscienza sulle circostannze in cui 'inginocchiarsi' di fronte alla illegalita' e' realmente inaccettabile.
Matteo Tamburini
Pistoia
three teens killed in Newark
In the past week, three teens were killed in Newark.
Thomas Harris (17), Hassan Washington (18) and Antwan Stevens (18)
This is what the police has to say: "Police said they don't have any suspects or any motives for any of the shootings." "Detectives are investigating the possibility that the shooting may have stemmed from a fight involving Harris earlier in the evening. But other than that, they have no motive or suspect."
What is to be done? it seems to me - and i may be way off the mark - that these young men were not killed for NO REASON. someone knows why, and someone knows who. so the constructive role that the police and all of civil society could play would be first to try to understand the killers and their motives - intelligence work perhaps not unlike what would be a reasonable response to international terrorist crimes (of the Al-Qaeda element of terrorism: we know who the culprits are in cases of massive state terrorism). Penetrate the social circles, understand the world from which these youth come - something that suburban cops working in Newark are not really qualified to do.
cartolina da pistoia
un'altra lettera
La Nazione ha pubblicato un'altra lettera che gli avevo scritto tempo fa.
Esiste uno strumento che non ho ancora sentito discutere per ridurre il livello di violenza in Medio Oriente. Indubbiamente sia Hezbollah che, a un livello molto maggiore, Israele sono colpevoli di crimini di guerra, in primo luogo attacchi indiscriminati contro i civili. I nostri politici potrebbero richiedere al Tribunale Penale Internazionale di procedere contro i capi di Hezbollah e contro i capi del governo e delle forze armate di Israele per crimini di guerra.
Teaching in Newark
This was in today's Star-Ledger:
"Last year, about 170 teachers retired from Newark Public Schools. This year, the number stands at 202. According to union figures, there were 265 teacher resignations in 2005, and 254 in 2006.
That is definitely the perception when it comes to alternate-route teachers, Wildy said. "The feeling is they come here and get all sorts of training, and once they get a standard certificate and tuition reimbursement, they take their toys and go to wealthier suburban districts," she said. "
TFA has about 35 teachers in Newark, and if all of them resigned, that would make up for less than 20% of the total number of resignations in the past two years. It would be interesting to actually compare the data, and see how many non-TFA people retire, and compare some percentages.
I sent another letter to the Editor of the Star-Ledger, highlighting the connections between books and bombs.
Editors,
If our country made recruiting and training teachers as high of a priority as it
does training and recruiting soldiers, Newark and other districts would not face
the shortages of teachers it does. The resources are not lacking - our military
budget is almost greater than that of every other country in the world combined.
Matteo Tamburini
sono un islamo-pacifista?
Continua a sorprendermi la stupidita' degli editorialisti della Nazione, e le vacuita' dei loro discorsi. Il giornale stesso propone immediatamente la propria faziosita' con una domanda "Solo gli Islamici fanno propaganda mediatica?"
Se con le lettere all'editore pubblicassero anche le foto, gli avrei mandato anche queste due:
Questa foto, che ha fatto il giro del mondo, pretende di mostrare una folla "spontanea" di Iracheni che si ritrova per abbattere la statua di Saddam a Baghdad. Non proprio le folle che accolgono i soldari statiunitensi con le rose, ma quasi. Una gran vittoria di propaganda. incidentalmente questa foto l'ho scaricata dal sito della CNN oggi, e quindi fa ancora parte della arrativa ufficiale della guerra.
Eppure la foto sopra e' molto faziosa: come e' stato piu' volte riscontrato, nella piazza ci sono al massimo qualche dozzina di iracheni, la piazza (immensa) era quasi vuota, e la statua e' stata tirata giu' non dalla folla di iracheni, ma da un carro armato sttaiunitense - come si vede a lato.
Gli ho risposto con quanto sotto.
Alla domanda faziosa "solo gli islamici fanno propaganda mediatica?", Cesare de Carlo risponde "SI'. Le prove? Che i miliziani di Hezbollah 'guidano i giornalisti sui luoghi dei bombardamenti e danno loro informazioni manipolate'. Ma questo dimostra al massimo che Hezbollah fa propaganda mediatica, NON che la fanno SOLO LORO. Occorrerebbe anche dimostrare che, ad esempio, le forze armate
di Israele e Stati Uniti non fanno propaganda mediatica, una palese falsita'. Ricordiamo infatti che il Pentagono consentiva l'accesso esclusivamente ai giornalisti che acconsentissero di viaggiare insieme ai propri soldati, i quali quindi 'guidavano i giornalisti sui luoghi dei bombardamenti'. E dopo una guerra
di 'informazioni manipolate' su armi di distruzione di massa inesistenti, ci vuole un bel coraggio a dire che solo gli islamici fanno propaganda.
Matteo Tamburini
bugie, bugie e politica 2
Ho continuato a investigare questo strano collegamento tra quelli della "resistenza irachena" e persone esplicitamente filo- e neo-fasciste. Ho scoperto cose che un po' mi hanno allarmato. Ho creato un documento word che mettero' sul sito che illustra un po' i collegamenti che ho scoperto.
Alla base del mio sconcerto c'e' un movimento politico che fino ad ora non conoscevo, chiamato 'coordinamento eurasia' che si propone una unione politico-strategica appunto di tutta l'eurasia, in funzione anti- Stati Uniti. Ancora piu' sconcertante e' il fatto che questi si propongono esplicitamente un superamento di 'destra e sinistra' e quindi ci sono gruppi appunto filofascisti e neonazisti e gruppi stalinisti che celebrano tutti i vari gerarchi sovietici (fino a Putin), cinesi, i vari dittatori della Corea del Nord, e anche Slobodan Milosevic.
Anche nella simbologia di alcuni gruppi convivono la falce e il martello insieme a proto-svastiche - e ricorrono spesso temi antisemitici.
In pratica, mi pare, questi celebrano i regimi autoritari/totalitari europei in stampo anti-statiunitense. Insomma, la critica realmente "di sinistra" dei regimi totalitari (rossi e neri) sembra essere abbracciata e rovesciata da questi eurasiatici.
In questo senso abbracciano anche gli aspetti piu' deteriori dell'oltranzismo islamico o del mondo arabo (come Saddam) e ho ricollegato il tutto poi a un link che pretende di sostenere la "resistenza Baathista in Iraq". Sembrerebbe che il cerchio si chiuda cosi'.
E' difficile stimare per ora quanto sia diffusa 'sta roba, e quanto potere politico realmente abbia (sembra che il padre filosofico di questo 'movimento', tale Alexander Dugin, riceva aiuti da Putin) e quali collegamenti reali ci siano con quelli della "resistenza irachena" italiani, ma la mia conclusione e' un'altra:
C'e' un nucleo di potere politico-finanziario-mediatico reale in italia, concentrato sia nei 'padroni' sia nella partitocrazia, che e' realmente minacciato dai movimenti dal basso, democratici e nonviolenti che sono confluiti nelle marce per la pace. E la presenza di questi oltranzisti in qualsiasi forma e' strumentale per il potere come arma (perlomeno retorica) contro il pericolo reale della democrazia, se addirittura non come arma fisica (gli infiltrati nelle organizzazioni e manifestazioni per la pace e i cosiddetti 'black block').
bugie, bugie e politica
Premettiamo una cosa: gli stati uniti stanno occupando militarmente l'Iraq, ne hanno modificato illegalmente l'assetto economico, hanno provocato una incredibile catastrofe di violenza, e hanno progetti di costruire illegittimamante e mantenere a tempo indefinito basi militari permanenti.
In questo contesto, gli attacchi degli insurgents in Iraq contro le forze armate della coalizione sono legali sotto la legge internazionale. Io, come la stragrande maggioranza del movimento per la pace, non vogliamo che muoia nessuno, nemmeno i soldati statiunitensi. La risposta che proponiamo e' il ritiro immediato delle truppe dall'iraq. Resta ovvio il fatto che l'assassinio e la violenza contro i civili, sia da parte di bande armate irachene che da parte dei soldati della coalizione sono crimini, quando non crimini di guerra, che andrebbero puniti secondo la legge e le convenzioni di ginevra.
In italia in particolar modo questa storia della "resistenza irachena" ha dato ampio spazio per polemizzare ai politici, soprattutto del centro-destra. In particolar modo. Mi ricordo - poco, perche' queste cose le ho vissute dagli stati uniti - dell'opprobrio lanciato contro gli oppositori dell'intervento militare in Iraq dopo un disdicevole ripetersi del coro "uno, dieci, mile nassirya" che in sostanza celebra la morte di carabinieri italiani in Iraq, per mano degli insurgents. Un atteggiamento moralmente riprovevole, e che fu subito usato per attaccare li movimento contro la guerra e "la sinistra".
Beh, indovinate un po'... ho trovato il sito intitolato "iraq libero" e ho studiato un po'. Sul sito c'e' una mappa delle basi militari statiunitensi in italia, che ho investigato un po'. L'autore e' un tale A. B. Mariantoni. L'ho cercato su google, e ho trovato questo:
Nuovi Orizzonti Europei e un vecchio orizzonte di dominio
Antonio Mariantoni, la cui mappa appare in modo prominente sul sito dell'iraq libero (e collegato apparentemente a una sinistra radicale di cui piu' sotto)e' membro dell'organizzazione neo-fascista e filo-nazista Nuovi Orizzonti Europei.
"come scusa? filonazista? ma allora sei di sinistra..."
ecco alcune cose scritte da questo signore:
"Non dimentichiamo, inoltre, che le idee espresse e divulgate in quell'epoca dai regimi dell'Asse, avevano suscitato l'entusiasmo ed acceso le nobili speranze della migliore gioventù europea e mediterranea (ed in molti casi mondiale) e conquistato alla loro causa, senza colpo ferire, la quasi totalità dei Paesi del vecchio Continente."
e prosegue:
"La favola dell'Hitler guerrafondaio che avrebbe voluto la guerra ad ogni costo, può essere facilmente "smontata" dall'evidenza dei fatti..."
"E l'Olocausto... qualcuno potrebbe ribattere, i 6 milioni di Ebrei sterminati dai nazisti durante la guerra, come giustificarli?" Chi si propone di giustificare l'olocausto?
Potrei e vorrei procedere, ma per ora faccio una pausa.
un'altra lettera pubblicata
La Nazione ha pubblicato oggi un'altra lettera (tagliandone l'ultima frase, la piu' importante).
Le lettere io le avevo scritte per cambiare la politica editoriale del giornale. vediamo se le lettere poi sortiranno l'effetto voluto.
Quando Charles Krauthammer dice che qualcuno da Washington dovrebbe suonare la sveglia ad Ehud Olmert, non intende dire che il governo statunitense – il solo che ne abbia la capacitá – dovrebe costringere Israele a rispettare le convenzioni di Ginevra e interrompere un assalto indiscriminato che ha ucciso
centinaia di civili. Krauthammer sta invece invitando Washington a spinegere Israele verso una aggressione ancora piú intensa. Visti gli effetti di quanto é avvenuto finora, possiamo aspettarci come conseguenza migliaia di vittime civili, e ulteriore distruzione di un paese che si era solo recentemente ripreso da una guerra civile. É, in sostanza, un invito alla carneficina.
Perché il vostro giornale pubblica inviti alla carneficina?
Matteo Tamburini
another letter published
I am trying to figure out how to get my website to show up on google, and as i try things i search for things on google.
Just now i saw that apparently the Star Ledger DID in fact publish one of my letters to the editor, apparently in the July 31st issue, along with a couple of other letters critical of Israeli policy, but mixed in with letters endorsing the Government of Israel's preferred narrative. I will paste it again. Hey, maybe it was worth something.
Collective punishment
In his remarkable and laudable July 23 article, Steve Chambers describes the effect that the conflict in the Middle East has on children surrounded by violence. What is missing from his article, as well as essentially all of your coverage of Israel's calculated bombing of Lebanon's civilians areas and infrastructure, is two words: collective punishment.
Israel is engaging in textbook cases of war crimes when it bombs the neighborhoods of southern Beirut. Hezbollah and Hamas, of course, do the same when they attack Israeli civilians -- on a much, much smaller scale. Their militias are simply not capable of the same kind of destruction as one of the world's most technologically advanced armies, supplied and supported by our government.
The best way to reduce the number of children who have to fear the destruction of their homes and loved ones is for us to stop supporting the criminal acts of collective punishment carried out by Israel.
-- Matteo Tamburini, Newark
un altro passo
Dopo alcune conversazioni, ho deciso che avrei usato un servizio internet per fare il blog. questo e' molto piu' funzionale... anche se mi ruba un po' della creativita'. mi sfoghero' altrove nel sito.
Una mia lettera all'editore della Nazione, in cui criticavo le illazioni di un editorialista, e' stata pubblicata oggi nella sezione Toscana. vedremo se continuano a pubblicarmi.
Ieri c'era un editoriale che prendeva spunto da un commento della ministra Turco: "a parita' di qualificazioni, io sceglierei una donna." il commentatore - critico - chiedeva una risposta ai lettori.
questo e' quanto gli ho risposto.
Signor Mazzuca,
lei ha chiesto una spiegazione da un lettore riguardo alla logica della ministra Turco sulla sua affermazione che "a parita' di qualificazioni lei sceglierebbe una donna."
In primo luogo, distinguiamo quello che ha detto la ministra dall'idea delle 'quote rosa'.
Si avrebbe una 'quota' qualora una certa percentuale di posti venissero posti da parte per un gruppo (in caso di quote 'rosa', messe da parte per le donne), a prescindere forse dalle qualifiche delle persone in quel gruppo.
La ministra non solo non ha scelto di riservare una percentuale per le donne, ma ha esplicitamente posto la condizione 'a parita' di qualifiche.'
Ma veniamo alla sua preoccupazione principale. Parafrasandola: "domani, a parita' di condizioni, dovrebbero venir privilegiate le donne."
Lei riconosce che oggi, a parita' di condizioni, si privilegiano gli uomini, praticamente a tutti i livelli della societa'. E lei riconoscera' che questo sia un grave errore, e che e' molralmente sbagliato, aggiungerei io.
Quindi: questo 'male sociale' sulla cui esistenza e deplorevolezza concordiamo consiste in breve nella preferenza sistematica e istituzionale per un gruppo su un altro, che (crucialmente) mantiene, perpetua e aumenta una disuguaglianza di potere tra i due gruppi. In questo caso si parla di uomini e donne, e quindi questo sistema istituzionale si chiama 'sessismo'.
La ministra sceglie un gruppo su un altro, e questo la spinge a dire che quindi anche questa scelta sia ‘discriminatoria’. Ma c’e’ una differenza cruciale tra la scelta della ministra e quella pressione sociale che preferisce gli uomini.
La societa’ spinge ad AUMENTARE il divario tra uomini e donne, a favore degli uomini. La ministra sta RIDUCENDO questa inuguaglianza. Quindi, per definizione, la ministra non sta discriminando un bel niente.
Quindi il problema che lei si pone (quello della “discriminazione a rovescio”) sussisterebbe solo in una circostanza in cui il divario di potere tra uomini e donne fosse stato eliminato. Ovvero, ad esempio, quando all’incirca il 50% dei ministri, dei parlamentari, dei capi d’industria, dei laureati in ingegneria,
dei lavoratori stipendiati e regolarizzati saranno donne. Le condizioni, ovviamente, non si erauriscono qui. Occorrerebbe peraltro che la mentalita’ sociale valutasse gli uomini e le donne ugualmente in base al loro aspetto: quindi, che in televisione, alle “letterine” si affiancassero un numero equivalente di “letterini”, per dirne una. (Forse saremmo d’accordo nell’auspicarci piuttosto l’eliminazione completa di questo ruolo).
Siamo, ovviamente, ben lontani da questo traguardo. E quindi chiamare “prematura” la sua preoccupazione significa usare un aggettivo alquanto debole.
sono a disposizione per discuterne ancora.
matteo tamburini





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